Le animazioni: quando usarle e soprattutto quando non usarle

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di Cristina Rigutto
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Le animazioni possono essere l’aiuto o la rovina di un relatore. Possono catturare l’attenzione o possono risultare terribilmente fastidiose; vanno usate quindi con parsimonia, nei momenti giusti e solo quando servono veramente allo scopo di comunicare.

Prima della presentazione

Un’animazione di 2-3 minuti come prima slide, prima ancora del titolo,  è utile quando si è in coda a qualche altro relatore, con di fronte un pubblico già stanco, e si vuole catturare l’attenzione della platea. Animazioni di questo tipo possono essere facilmente scaricate dalla rete come in questo esempio.

In sostituzione ai punti elenco

Quando si sostituiscono i punti elenco con elementi grafici (Smart Art) l’animazione diventa quasi essenziale per comunicare i concetti chiave con chiarezza. I punti elenco sono brutti, noiosi e riempiono troppo la slide, ma hanno il grande vantaggio di rendere immediata la successione logica degli elementi.

Questa logica non è sempre chiara con gli Smart Art, soprattutto se non si usano gli elementi adeguati a rappresentare ogni dato come, ad esempio, quando  si rappresentano elenchi con  cicli, relazioni o matrici.

Ma senza dover diventare esperti in comunicazione dei dati quantitativi, è possibile usare lo Smart Art che più piace e riuscire nell’intento comunicativo, semplicemente adottando l’accorgimento di non far apparire le forme che compongono lo Smart Art tutte insieme, ma una alla volta, scandendo con una breve sequenza temporale quella che è la sequenza grafica dei tradizionali punti elenco.

Per non creare confusione visiva, è preferibile scegliere animazioni di ingresso molto semplici e sempre le stesse in tutte le slide. Ovviamente la regola è di non esagerare nemmeno con gli SmartArt, qualche slide va bene, troppe rendono la presentazione noiosa.

Durante la presentazione

Spesso le animazioni sono indispensabili per spiegare un concetto, questo è soprattutto vero nell’ambito delle presentazioni scientifiche o didattiche. La rappresentazione animata di una doppia elica di DNA, le mappe interattive o i pulsanti azione che gli allievi possono usare dalle loro postazioni per interagire con l’insegnante, sono tutti strumenti utili a facilitare la comprensione, e vanno usati senza restrizioni.

Nei testi

I testi animati sono una delle poche animazioni che sconsiglio quasi sempre. Vanno usati solo per focalizzare l’attenzione su un dato, quindi:

SI’ ad un numero, ad una percentuale che appaiono su un grafico con lo scopo di evidenziare quell’unica cifra che riteniamo importante commentare,
SI’ a elenchi animati, con la comparsa di una frase/parola chiave alla volta, seguendo un processo logico
NO a parole, etichette frasi che compaiono a raffica andandosi a posizionare in punti casuali dello schermo,
NO a lettere che svolazzano sullo schermo come api impazzite,
NO a parole che si formano lentamente e con fatica con l’effetto macchina da scrivere.

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